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Abolita la Censura Cinematografica in Italia: grande svolta per la libertà d’espressione

censura

Le buone notizie per il mondo dell’arte sono parecchie in questi giorni: il 5 aprile infatti può essere considerata una data storica per il cinema italiano. L’abolizione della censura cinematografica, che nel corso degli anni si è accanita con tagli e divieti sui capolavori di registi di fama internazionale come Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci, rappresenta un passo in avanti incredibile per la fruizione del mezzo audiovisivo nelle sale.

Un passo avanti per quei registi che non devono più temere il rischio di “blasfemia cinematografica” (Tra i casi più eclatanti di censura sicuramente il film Totò che visse due volte diretto da Daniele Ciprì e Franco Maresco, del 1998, rappresenta più di tutti questa affermazione). In un linguaggio fortemente visivo che solo il cinema può offrire, soprattutto nel contesto italiano sempre carico di contenuti ma sempre in bilico sul rischio di cadere nell’ “osceno” e di vederne limitata la visibilità nelle sale, rappresenta anche un grandissimo passo in avanti sulla tanto agognata “libertà espressiva” che i registi urlano a gran voce sin dalla nascita del cinema in Italia.
Leonardo Castro

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